Olivier Ruellet
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Olivier Ruellet è un’artista multimediale, un educatore, un ricercatore, un’esploratore urbano, un viaggiatore, nato in Francia nel 1981.
Vive e lavora tra Parigi e Londra, dove divide il suo tempo tra l’insegnamento e l’attività di designer. Dopo aver studiato alla National School of Applied Arts and Crafts di Olivier de Serres a Parigi, si è laureato al Birmingham Institute of Art & Design nel 2004, dove ha maturato forti interessi nella visual music, information design, programmazione creativa e psicogeografia. Ha ottenuto un Master in Computer Arts presso la London College of Music and Media nel 2006.
La pratica creativa corrente di Ruellet si focalizza sulle condizioni urbane e sulla combinazione di suono/visivo/movimento, attraverso un approccio interdisciplinare dove si mescolano il disegno, la sperimentazione video e l’animazione, la computer art, e la performance audio-visiva. Il suo lavoro investiga il campo delle emozioni causate dal viaggio, dalla memoria e dall’esperienza dei luoghi – in particolare le città.
Memoria/Territorio – è un progetto artistico in divenire che esplora l’introspezione, l’immaginario mentale dei luoghi e rappresentazioni diagrammatiche della memoria geografica. Il progetto attinge da un’esplorazione personale di mappatura cognitiva e psico-geografia per creare un ambiente virtuale interattivo e tridimensionale dove i fruitori esplorano narrative legate a luoghi e ricostruiscono storie attraverso il peregrinare da un posto a l’altro.
Paysage Fer (2008) – Paysage fer LIVE, presso il International Institute of Visual Arts (Londra) Marzo 2009
Frozen Music – è il progetto di una performance audiovisiva improvvisata che intende ricostruire le emozioni scaturite dal viaggio e racconta la storia di un viaggio fisico e simbolico in una metropoli immaginaria.
RUA jean Zay C99-02 (2005) è un film sperimentale sulle memorie di luoghi distanti o dimessi – sulla memoria degli spazi architettonici e l’immaginario che ne scaturisce. E’ al contempo un film commemorativo, tormentato dalla storia del campus Jean Zay, e introspettivo, legato all’ esperienza e al ricordo personali del luogo.
DESTINATIONS INTÉRIEURES
Da un punto di osservazione introspettivo, l’artista organizza memorie e affetti in una geografia personale fatta di destinazioni immaginarie.
I luoghi autentici sono quelli che esistono solo nella nostra mente
Mentre percorriamo ciò che Dante chiamò il “cammin di nostra vita”, noi tutti creiamo mappe private e strutturiamo esperienze e memorie su geografie personali.
Di contro le mappe invitano a viaggiare, a evocare percorsi. Ogni luogo-nome è un suggerimento per una storia. Noi tutti progettiamo la nostra interiorità in questi territori immaginari di possibilità. Ogni incrocio offre un moltitudine di punti di partenza per l’ignoto, l’al di là, per i desideri indescrivibili.
La mappa di ‘Destinazioni Interiori’ invita lo spettatore a soffermarsi e a proiettare le proprie esperienze su di essa, accordandola alla propria realtà.
La stazione di Nettuno è un luogo perfetto per questo tipo di lavoro: un luogo di transito, che spesso sfugge e viene trascurato dai fruitori quotidiani; l’incorporazione del quotidiano, in cui accadono storie di microscopica natura e dove i percorsi di vita si intersecano l’uno con l’altro. Mentre i viaggiatori si preparano a viaggiare, mettono in moto delle costruzioni immaginifiche e fabbricano nuove realtà, colmando le distanze tra le stagioni e terminando il racconto mentre scrivono la proprio.
[Video] Paysage Fer
[Project Page] Rua Jean Zay /
[Video] Rua Jean Zay