Cyril Vandenbeuch
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Siamo tutti tenuti a mangiare tre volte al giorno ed anche a farlo nel modo giusto!

Queste parole di mio nonno sono il punto di partenza del mio percorso, semplice come l’atto di mangiare, saggio come un antico detto.
L’alimentazione, oltre alle sue funzioni nutritive, è carica anche di simboli sostanziali.
Simboli che attraversano il tempo. Dalla pesca miracolosa fino al sorriso di un clown cui piacciano gli hamburger…
Ed è lì che inizia il lavoro artistico, che le pentole si scaldano e le immagini ribollono…
Perché assimilare un alimento, rifiutarne un altro?La standardizzazione delle pietanze industriali forma un volto nuovo, secondo me troppo patinato! Ma qual è la storia che c’è dietro e che questa standardizzazione racconta? Quando le pietanze sono servite, inizia l’interazione, ed è allora che “it is happening”. E può essere la storia di un vitello o una favola su una rana che voleva essere grande come un toro. Ma una cosa è certa, che questo accade, si trasmette e si condivide come quell’azione elementare a cui alludeva mio nonno.

LES BIJOUTIÈRES
Nel XVII secolo le “Bijoutières” erano dei piccoli magazzini usati dai dipendenti delle “bonnes maison” che rivendevano gli avanzi di cibo delle cucine in piazza.
Riprendendo il concetto, l’artista propone un tavolo mobile da dividere in due, giusto il tempo di mangiare una portata.
Il menù composto da tre pietanze a scelta vi permetterà di assaporare un’altra realtà nel vostro piatto.

LE FRESQUE
Questo lavoro ispirato a delle tecniche tradizionali di creazione degli affreschi è un buffet aperto dove i conviviali sono invitati a grattare l’immagine aiutati da un dito di pane.