Collettivo Cinetico | Francesca Pennini
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Francesca Pennini esordisce come ginnasta e si forma presso il Balletto di Toscana e il Laban Centre di Londra.
E’ coreografa nel progetto europeo Choreoroam e danzatrice freelance per Sasha Waltz & Guests. Nel 2007 fonda CollettivO CineticO, rete flessibile e attraversabile di artisti e ricercatori multidisciplinari come fucina di sperimentazione all'insegna della trasversalità delle arti. La ricerca del collettivo è caratterizzata da una discussione ed indagine sullo statuto ontologico dell’evento performativo. Un esempio dell’approccio strutturale sui parametri dello spettacolo è il progetto C/o, architettura coreografica decennale nata dal concetto di eterotopia ed articolata in performance frammentate in spazi e tempi “altri”. Eye Was Ear, lavoro parte di C/o che indaga la piattaforma di realtà virtuale Second Life, ha vinto il Premio Gd'A E-R 2008. La nuova produzione The uncertain scene è prodotta e sostenuta dal progetto europeo Focus on Art and Science in the Performing Arts.

5 vignette da XD
CollettivO CineticO ritaglierà lo spazio urbano in “vignette” performative tratte dallo spettacolo teatrale XD.
I corpi e le azioni dei performer andranno ad aderire a luoghi di tipologie differenti e con sfaccettate modalità temporali di interazione e attraversamento da parte del pubblico: dalla dilatazione rilassata della piazza al count-down di un passaggio pedonale a semaforo.
Le location saranno occupate da cartelli grafici che segnalano un appuntamento senza specificarne la natura, uniche tracce stabili dell’azione accaduta. XD. Sorriso telematico. Corpo letterale e digitabile, icona emotiva. Viso serrato in una X di occhi strizzati e ridenti, egemonici, amplificati e nulli.
X croce oftalmica. Intersezione cartesiana a definire il punto di indagine nel luogo senza luogo dell'immagine.
Viso esposto ed oscenato in una D dentaria. D bocca che si mostra come soglia tra visibile e dietro-le-quinte della scena del corpo. Corpi deformi, colorati e androgini approssimati nella figura mediata del manga giapponese.
Incasellati nello scorrere rettangolare del tempo fumettistico. Patinati e cristallizzati nell'anatomia temporale eterna e puntiforme della foto che li possiede.
Violentati dalle loro stesse immagini.
Bagnati dalla superficie lucida della retina che li tocca.