Rifrazioni è il tentativo di agire su un territorio particolare, con le sue memorie e le sue dinamiche, contraddizioni e idiosincrasie, teso alla trasformazione e alla creazione di qualcosa di pubblico, di collettivo e condiviso.


Il territorio è per noi uno spazio di possibilità, è una tela, un corpo collettivo, una Storia, tante memorie;
è uno strumento in grado di  creare nuove zone di comunicazione artistica ed umana mediante i linguaggi dell'arte contemporanea.

La nozione di luogo maturata negli anni è quella di uno spazio dinamico, generato dalle relazioni sociali che in esso intercorrono, mutevole e umano.

Nelle edizioni precedenti i luoghi del festival erano dei veri e propri cantieri, spazi sociali in cui prendevano corpo le azioni e gli interventi degli artisti, volti a riscoprire la dimensione collettiva del vivere gli spazi pubblici, sovvertendo il punto di osservazione e di fruizione della popolazione locale e non.

I luoghi di Rifrazioni 2010 nascono invece da un processo di negoziazione tra l'Associazione Culturale Cercle, struttura che contiene l'omonimo collettivo artistico indigeno e ideatore del progetto, gli artisti e la popolazione locale.

Nell’incontro delle diverse visioni si attua infatti il percorso di ‘costruzione’ di uno spazio immaginifico, partecipato, riverberato nelle memorie e ripetuto nel tempo.

Il luogo viene pertanto creato dall’intreccio di visioni, di interessi, di volontà e di resistenze.






Mappa dei luoghi sin'ora attraversati dalle Rifrazioni