"Per vedere una città non basta tenere gli occhi aperti. Occorre per prima cosa scartare tutto ciò che impedisce di vederla, tutte le idee ricevute, le immagini precostituite che continuano a ingombrare il campo visivo e la capacità di comprendere. Poi occorre saper semplificare, ridurre all'essenziale l'enorme numero d'elementi che ad ogni secondo la città mette sotto gli occhi di chi la guarda, e collegare i frammenti sparsi in un disegno analitico e insieme unitario..."

- Italo Calvino
'Gli dèi della città'


Rifrazioni è un progetto dell'Associazione Culturale Cercle che consiste in una Residenza Artistica (5-28 luglio 2010) e in un Festival Internazionale di Arti Contemporanee (29 Luglio-1 Agosto 2010).

Artisti provenienti da tutto il mondo sono invitati a creare spazi e momenti di utopie, a tessere relazioni con la popolazione e a partecipare alle dinamiche locali per poi restituirle al territorio, inteso come insieme di luoghi memorie e persone, attraverso la propria pratica artistica.

La residenza è il cuore del progetto, perché è nel processo di creazione legato alle relazioni con il territorio che Rifrazioni matura ogni anno la propria crescita.

Gli incontri e i percorsi che gli artisti, preziosi ospiti e collaboratori, compiono con le comunità locali, rappresentano il momento fondante di questa operazione culturale, le cui tracce saranno registrate nelle opere presentate durante il Festival.

Cercle concepisce e si relaziona agli spazi urbani-e-non di Anzio e Nettuno e alle persone che li abitano: paesaggi visibili e invisibili. Il territorio diventa il medium artistico, la materia con cui gli artisti plasmano le loro opere, lo strumento con il quale s’intende creare una reale dimensione collettiva e partecipata, in un momento in cui la sfera pubblica, ormai rarefatta, è inadeguata a gestire e a fare proprie le diversità.
Rifrazioni è un oggetto in costante “mutazione” e per sua natura sempre esposto al fallimento, ma è proprio nel fallimento, inteso come spunto di riflessione, che la ricerca evolve e trova maggiore nutrimento. Non è un caso che per ogni edizione il festival indossi un abito diverso cambiando nella forma e nel contenuto: ciò deriva dalla volontà di non immobilizzare questo progetto né in un format specifico né in una direzione artistica cristallizzata in un unico genere. 

Rifrazioni è un momento in cui il pubblico e dunque la popolazione locale diventa protagonista del progetto, grazie all’intervento degli artisti che con la ritualità propria di ogni atto performativo, riconsegnano loro il territorio. In questo modo il passaggio di testimone dall’artista ad ogni singolo cittadino prende materialmente corpo.

Spetta poi a ciascuno continuare a porre uno sguardo più attento al territorio e a partecipare più attivamente e responsabilmente alla vita pubblica, per uscire dall’intorpidimento e dalla passività.  Sarà quindi compito degli spettatori, cittadini del “palcoscenico” di Rifrazioni, conseguire gli obiettivi di questo progetto e custodire le proprie città come si custodiscono le opere d’arte.





Livia